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Gli adolescenti e i mass-media: studio esplorativo sulla rappresentazione del potere d'influenza della televisione
 Tesi di Laurea

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Chi è l'autore
Mi chiamo Alberto Sabatini, sono nato a Reggio Emilia il 30 Novembre 1979. Mi sono laureato in Scienze della Comunicazione nell'Ottobre 2003 presso l'Università di Modena e Reggio Emilia con una tesi in Psicologia Sociale sullo studio dell'influenza della Televisione in ambito adolescenziale.
A Giugno 2005 ho conseguito il Master in “Comunicazione d'Impresa e Pubblicità” presso “Nuova Didactica” (Scuola di Management dell’Unione Industriali di Modena). Dopo due anni di collaborazione come addetto stampa per alcune associazioni di categoria e strutture cooperative reggiane (Associazione Piccole e Medie Industrie di Reggio Emilia, Legacoop e Confcooperative Reggio Emilia), svolgo tuttora il ruolo di consulente in ambito comunicativo e media educator per Istituti Scolastici, Associazioni culturali, cooperative sociali e centri ricreativi. Da Maggio 2008 sono socio MED (Associazione Italiana per l'educazione ai media e alla comunicazione) e promuovo a Reggio Emilia progetti di formazione scolastica nel settore della Media Education.

Per domande, curiosità e informazioni contattatemi a: studio.sabatini@tiscali.it

 
Disclaimer
Sentiamo quasi sempre parlare di “potere di influenza dei Mass-Media” e di possibili conseguenze che i mezzi di comunicazione di massa possono produrre nei confronti di un pubblico a volte disattento e non sempre consapevole. Numerosi studi a riguardo hanno dimostrato in passato, e dimostrano tuttora, quanto sia complicato definire in modo semplice ed esaustivo quel difficile rapporto che intercorre tra spettatore e media. Sappiamo, infatti, che il legame che unisce queste due entità appare molto più complesso e articolato di quanto si pensi. Se da un lato alcuni si mostrano propensi a considerare i mass-media come potenti agenti di persuasione verso masse di spettatori inerti, dall’altro, altre persone sostengono che il pubblico dei media possieda gli strumenti necessari a combattere attivamente ogni possibile processo di influenza sociale. Da che parte sta la verità? Dalla parte dei media intesi come principali strumenti di influenza o, piuttosto, dalla parte di un’audience concepito come entità indipendente e attiva nel suo complesso? Quesiti di tale portata hanno infatti guidato per molto tempo il campo di ricerca sugli effetti dei media, portando di conseguenza gli stessi studiosi a formulare specifiche teorie in merito. 
 
Studiare i mezzi di comunicazione di massa e i loro possibili effetti sugli spettatori, ha dunque significato principalmente per le varie scienze sociali fornire una rappresentazione del rapporto media – pubblico solamente in termini di attività o passività di un elemento rispetto all’altro. Pochi ricercatori (per es. Cavazza e Palmonari, 1999) si sono domandati veramente come gli spettatori e i fruitori dei mass-media si rappresentino e concepiscano quel rapporto che unisce indissolubilmente tra loro media e pubblico; eppure, numerose ricerche effettuate in passato ci hanno permesso di comprendere quanto sia fondamentale il ruolo dello spettatore all’interno del processo di comunicazione di massa. 
L’intento, quindi, di questa tesi è quello di occuparsi di un aspetto di ricerca che è stato per troppo tempo tralasciato dal campo di studi sui mezzi di comunicazione di massa. A differenza, però, di quanto è stato prodotto finora in termini di esperimenti scientifici e paradigmi teorici, si tenterà di focalizzare l’attenzione su un aspetto nuovo e ancora poco conosciuto nel campo di ricerca sui mass-media: in specifico, si cercherà di scoprire come un particolare tipo di spettatore televisivo (lo spettatore adolescente) definisca se stesso e i propri coetanei all’interno di quel legame che unisce media e audience tra di loro. Per fare ciò, si farà riferimento da una parte, a tutta una serie di modelli teorici sviluppati nell’ambito di ricerca dei mass-media, dall’altra, ad esperimenti effettuati direttamente sul campo. 
 
La tesi risulta, infatti, strutturata in due grandi sezioni, collegate direttamente l’una all’altra. 
La prima, illustra il quadro teorico che abbiamo assunto come riferimento del campo di studi sugli effetti dei mezzi di comunicazione di massa: in particolare, nel primo capitolo si parla di prospettive teoriche in chiave di effetti dei media a breve e lungo termine e di conseguenze nel contesto sociale, mentre, nel secondo capitolo, ci si interroga in maniera più specifica sugli effetti pro-sociali e anti-sociali dei media; una trattazione a parte è riservata invece a due particolari effetti, quali l’effetto terza persona e falso consenso. 
La seconda parte della tesi, che rappresenta il cuore di questo progetto, contiene la ricerca vera e propria, ricerca che è stata compiuta su un campione di 300 adolescenti, di età compresa tra i 14 e i 18 anni, rappresentanti ideali di una porzione di popolazione giovanile della città di Reggio Emilia. 
 
   
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