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Chi è l'autore
Sono nato a Reggio in un afoso pomeriggio del giugno 1983. Avendo vissuto sempre qui ho frequentato le elementari alla Italo Calvino e le medie alla Sandro Pertini (Rosta Nuova per gli amici): a quel punto ho scelto il Liceo classico, luogo in cui ho sviluppato una passione tanto profonda per le parole e la lingua da indurmi a scegliere Scienze della Comunicazione come indirizzo universitario.
Data sia la mia voglia di vedere e frequentare posti nuovi, sia la notevole fama della facoltà fondata da Eco in loco, ho deciso di lasciare Reggio per studiare nella città universitaria per eccellenza, Bologna: qui ho portato a termine la laurea triennale in Comunicazione per poi iniziare quella Specialistica, chiamata Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica.
Studio la comunicazione perchè ritengo che la maggior parte dei problemi nel Mondo di oggi derivino dalla incapacità o scarsa volontà di comprensione reciproca, di immedesimazione: dal mio punto di vista le difficoltà di convivenza, a qualsiasi livello (tra cittadini in uno stesso Stato, tra uno Stato e i suoi cittadini, tra due Stati), trovano la soluzione migliore in una discussione faccia a faccia, aperta e senza pregiudizi.
Al momento sto svolgendo un tirocinio semestrale presso un ufficio della Provincia di Bologna che sovrintende la comunicazione dei Comuni (sia tra di loro che con i cittadini che li abitano): in tale ambito sto mettendo a punto le competenze che mi serviranno in futuro, come l'abilità nelle public relations o la capacità di approntare testi efficaci nel promuovere nuovi servizi o comportamenti virtuosi dei cittadini (cosa che ritengo meglio che imparare come indurre costantemente nuovi bisogni nel pubblico, come fa la pubblicità commerciale).
Per quanto riguarda me nello specifico, dunque i miei hobbies e interessi, al primo posto nel ranking mi pare obbligatorio mettere la lettura: quotidiani (‘Manifesto’ e ‘La Stampa’), periodici (‘L’Espresso’ e ‘Internazionale’), ma soprattutto libri. Da tutti i Russi ai classici Sette/Ottocenteschi, da Hemingway a Queneau, da Fitzgerald a Calvino a Celine: adoro da sempre i narratori veri, coloro che hanno costantemente in mente che stanno raccontando una storia - anche quando si lanciano in esercizi di stile dalla complessità inaudita.
Al secondo e ultimo posto (meglio non esagerare con le passioni, si rischia di viverle superficialmente) metto senza dubbio la musica: pur essendo coinvolto ormai da anni in un progetto hip-hop che affonda le sue radici nei tempi del Classico (per testare: www.myspace.com/placentazero), e dunque ascoltando molto di quel genere, mi ritengo un cultore eclettico: ascolto molta musica black (reggae, funk e jazz), pur non disdegnando l’elettronica pura (alla Aphex Twin) né le sonorità pulite della musica classica (Shumann è il compositore preferito). |