| Disclaimer
L’elaborato mira ad analizzare l’architettura e le politiche che caratterizzano l’assistenza allo sviluppo realizzata dall’UE. Esso si suddivide in tre Capitoli, che, a mo’ di matrioska, comprendono argomenti sempre più specifici. La prima parte illustra, infatti, l’organizzazione complessiva, gli attori e gli obiettivi della potitica di cooperazione; il secondo Capitolo tratta nel dettaglio uno tra i settori fondamentali dell’operato UE, ossia la parità di genere; l’ultima parte, infine, esamina due case studies collegati tra loro: i benefici dell’istruzione a favore dell’empowerment femminile ed i risultati ottenuti dalla cooperazione in Vietnam in tale ambito.
L’analisi degli attori addetti alla formulazione ed attuazione delle strategie UE, così come l’esame degli standards che l’Unione si è prefissa di raggiungere e degli strumenti creati a tal fine, sono funzionali a comprendere sia la recente evoluzione della struttura internazionale della cooperazione allo sviluppo, sia l’impatto che questa trasformazione ha avuto sul maggior donatore mondiale, l’UE. Gli Obiettivi del Millennio, il Consenso di Monterrey, la Dichiarazione di Parigi sono solo alcuni esempi dei nuovi obiettivi introdotti nel panorana globale. Tra i cambiamenti più rilevanti ricordiamo il decentramento di poteri a favore delle Delegazioni della Commissione Europea nei Paesi beneficiari, l’innalzamento dell’esborso finanziario dei donatori UE ed il miglioramento della loro coordinazione nell’attuazione delle politiche ed operazioni di aiuto allo sviluppo. Il conseguimento di tali obiettivi contribuirà inoltre ad aumentare la visibilità e credibilità dell’UE come attore sulla scena globale.
La parità di genere rientra nelle politiche promosse dalla cooperazione UE, motivata dal fatto che la subordinata posizione femminile fa sì che le donne rappresentino ben il 70% dei poveri del pianeta. La povertà, ossia la mancanza di accesso a risorse sia materiali che non, è, nel caso delle donne, peggiorata dalla forte discriminazione che soffrono, sia nella vita privata che in quella pubblica. L’UE è perciò determinata ad includere la difesa dei diritti delle donne tra le priorotà della sua azione di cooperazione, attraverso un doppio approccio: azioni specifiche a favore delle esigenze femminili, unite alla tecnica del gender mainstreaming in tutti i settori di cooperazione. Questa tesi discute dettagliatamente tali meccanismi di tutela e promozione della condizione della donna nei Paesi in Via di Sviluppo. In particolare, a tal scopo si rivela efficace la valutazione degli interventi UE atti ad incentivare l’educazione femminile in Vietnam, Paese con oltre un milione di bambini esclusi dal sistema scolastico. |