A quattordici anni dal loro ultimo album in studio gli Alice in Chains ritornano. E’ passata tanta acqua sotto i ponti, uno dei più importanti personaggi musicali della scena di Seattle ci ha lasciato il 5 aprile del 2002, otto anni esatti dopo il profeta del grunge Cobain, ovvero il cantante Layne Staley. Nonostante che il gruppo non si sia mai ufficialmente sciolto, Jerry Cantrell, la vera anima degli Alice in Chains, ha costruito una più che apprezzabile carriera solista (nel 1998 l’intimo e più “bucolico” Boggy Depot, poi il tormentato Degradation Trip, album uscito in versione CD e doppio CD con 25 tracce nel 2002, dedicato a Layne) sempre permeata dalle atmosfere del gruppo madre. Con il tempo lo stile di Cantrell si è fatto sempre più heavy e parte della psichedelia e della malinconia tipica dei primi 3 album del gruppo è andata dispersa, mentre il sound della chitarra si è sempre fatto più simile a quello dei Metallica (di cui Jerry è un grande amico e ammiratore), tant’è che lo splendido Degradation Trip accreditava al basso il Robert Trujillo che andrà di li a poco a sostituire Jason Newsted nella band della Bay Area.
Dopo varie apparizioni negli ultimi 4 anni assieme all’ex cantante dei Comes With The Fall William DuVall, nel settembre del 2009, Cantrell, Mike Inez (basso) e Sean Kinney (batteria) pubblicano l’attesissimo Black Gives Way to Blue. L’album è molto bello, purtroppo l’ombra di Staley è dietro alle spalle minacciosa: il più grosso errore che si può fare approcciandosi a Black Gives Way to Blue è quello di fare dei paragoni col passato. Consiglio vivamente di ascoltare prima di tutto Last of my Kind, l’unica vera canzone cantata da DuVall, che per tutto l’album fa soprattutto da chitarra ritmica e i contro cori; in effetti quasi tutto l’album è dominato dall’incrocio della voce di Cantrell e di William (che ha un timbro che ricorda in parte quello del Chris Cornell degli ultimi tempi e in parte quello di Aaron Lewis degli Staind), e Check My Brain, i due brani che più di tutti mi sembrano rappresentare la nuova strada che gli Alice in Chains devono intraprendere per poter costruirsi una seconda folgorante carriera. Tra ballad tipiche “Cantrelliane” (leggasi Your Decision e When the Sun Rose Again) e maestosi riff metal (All Secret Known o il singolo A Looking in View) la band ha fatto un buonissimo ritorno sulle scene, soprattutto un ritorno molto onesto e genuino. Cercando di liberarsi dall’ombra di Layne, pace all’anima sua.