Il 2009 ha dato alla luce a questo bellissimo album, perlopiù sconosciuto al grande pubblico. I miRthkon sono un gruppo proveniente dalla Bay Area californiana (sono originari di Oakland), culla di due delle più gloriose (e distanti tra loro) correnti musicali statunitensi degli ultimi 50 anni: da una parte la San Francisco “freak” degli anni ’60, dall’altra la San Francisco “street” dell’ondata trash metal della metà degli anni ’80. Si può ben dire che da questo ensemble di musicisti guidati da Wally Scharold scaturisce tutta la lunga e così variegata tradizione musicale metropolitana della California più sballata. Il disco viene introdotto da una breve fanfara, Congratulations, che traccia le coordinate dell’album, dando all’ascoltatore, che con l’acquisto di Vehicle entra a far parte di una “elite”, la possibilità di apprezzare i prodigi della tecnologia e al tempo stesso l’arte dell’uomo, ma soprattutto potrà conseguire “PRESTIGIO”…
La goliardia lascia subito spazio a un’esplosione libera di jazz e metal, un vero e proprio “Flashbulb of Orgasm”, e la magia comincia.
Non è musica di facile ascolto, molto debitrice a Frank Zappa e ai King Crimson attuali, inutile da negarlo, ma entra nelle orecchie grazie alle sfuriate metal che escono all’improvviso, come nella splendida ballad nonsense Banana, un concentrato atomico del meglio di tutto il disco, o nelle apocalittiche Zhagunk e Johnny Yen, oppure grazie alle stilettate fusion e funky dell’altra perla dell’album, Daddylonglegz, o in quarta via nei deliri dialettici commistionati a divagazioni jazzistiche di un Coven of Coyotes o di un Honey Kee Jamboree. La formula musica da camera con strumentazioni classiche + jazz + metal ha prodotto qualcosa di veramente apprezzabile. Insomma, questo disco dà la possibilità agli amanti del trash e del metal di aprire le porte a nuove sonorità più complesse ed intricate, all’amante del jazz rock di poter godere dell’inebriante sensazione che può dare scuotere la testa in macchina con lo stereo a palla, ai vecchi seguaci Zappiani e dell’avanguardia più estrema di poter constatare che c’è ancora qualcosa di buono in giro. In ogni caso, sono sicuro che non si può rimanere delusi da questo disco.