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Sulla via del ritorno
di Michele Medici
Guardavo perso la luna che si nascondeva tra i rami, le luci di una citta' sconosciuta tremolavano come lucciole arancioni dietro di noi.
E noi intrepidi cavalieri senza macchia andavamo avanti nella notte scura senza una meta precisata, ma una cosa la sapevamo bene, eravamo tutti sulla via del ritorno.
Non so dire con precisione da quanto eravamo in viaggio posso dire solamente che il viaggio inizia, si consuma e poi finisce.
Non conoscevo nessuno e nessuno si conosceva erano tutti immersi dentro i fatti loro.
Solo io non mi davo pace volevo capire lo scopo di questo viaggio e pensavo e rimuginavo senza fermarmi un minuto, mentre il nostro cavallo anticipava il nostro ritorno.
Giorni e notti passavano interi senza che io avessi trovato una risposta al mio quesito.
Poi mi sono trovato svegliato di soprassalto, la mia camera era sempre uguale da subito, da quando ho aperto gli occhi ho capito che il mio viaggio era terminato e che il mio destriero mi ha riportato a vivere la quotidianità dalla quale io non posso scappare se non nei sogni che rendono labile il confine tra immaginazione e realta'.
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