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Zanzare
di Michele Medici

Io odio le zanzare, insetti che nel silenzio della notte, nella tua tranquillità placida, vengono da te e s’insinuano tra le tue coperte impastate di sogni e ti pungono. Le punture possono essere anche piccolissime ma ti costringono ad andare alla ricerca della pustola infame ed una volta trovata.
Incominci
A GRATTARE 
A GRATTARE 
Ed a pensare; i pensieri si rincorrono VELOCI sopra un filo sottile e tu funambolo solitario nella notte che tenta di arrivare dall’altra parte attanagliato dai problemi e dalle preoccupazioni che tutte d’un colpo si sono RISVEGLIATE.
Continui 
A GRATTARE 
A GRATTARE 
Non riesci più a ragionare, a dormire, vorresti che quel minuscolo puntino rosso non ci fosse mai stato.
Per non esser costretto a
PENSARE, sei disorientato non sai cosa fare ma poi ti alzi, per cercare un po’ di sollievo sotto l’acqua fredda CREDI di stare meglio così ritorni a letto tentando di recuperare il sonno PERDUTO.
Sai però che è una chimera e che stai ingannando da solo infatti, dopo pochi minuti come una fitta lancinante, il PRURITO ritorna costringendoti 
A RIFLETTERE sulla tua vita sulle scelte da fare, sulle strade da PERCORRERE, e quando stremato tra i chiarori dell’alba ti riesci a ADDORMENTARE
La sveglia SUONA ricordandoti che un'altra giornata deve inesorabilmente 
COMINCIARE.

Un latin lover
di Michele Medici

La guardava con occhi rapaci, carpendo ogni suo movimento ogni suo minimo cambiamento d’aspetto, lui latin lover da strapazzo che di donne ne aveva a molte, ma che di donne non ne aveva capito mai niente.
Aveva una concezione della vita come quella di una tele-novela, con i suoi amori impossibili e le sue storie intricate.
Lui era altresì convito che per conquistare una donna bastasse: una macchina di grossa cilindrata, un sorriso prorompente, il bicipite gonfio ed un appariscente tatuaggio.
Queste cose era arrivato ad ottenerle tutte anche se con il tempo si erano tutte affievolite o ridimensionate. 
La potente vettura l’aveva ma dopo tutti i chilometri che aveva percorso bazzicando tra un night e l’altro aveva cominciato a rallentare e a non poter sopportare più le velocità elevavate……
Aveva anche un tatuaggio vistoso; una pantera nera che mostrava le sue fauci ma l’animale tatuato sulla pelle aveva perso colore …. E la pantera non faceva più spavento e sembrava giorno per giorno un mansueto gattino.
Il bicipite gonfio non c’era più e la pelle era tutta raggrinzita, inesorabile segno del tempo che testardo non voleva sentire e spendeva tutte le sue ore ad un bancone di un bar con un sorriso da ebete stampato volto che evidenziava le sue rughe; perseverante cacciatore di falene che si ostinavano a non voler entrare più nel suo retino.

Il catodico imborghesito
di Michele Medici

Passeggiava per “les Champ Elysèe” tranquillo al seguito della moglie indaffarata a guardare le vetrine che costellavano il grande viale alberato che terminava con l’arco di trionfo.
Nino aveva fatto il sessantotto, sì quello con il Vietnam, l’immaginazione al potere e la scuola di Francorte.
Lui aveva aderito con vigore a questo marasma ed era sempre sceso in piazza a difendere i diritti dei lavoratori, che erano poi anche i suoi entrando a far parte del sindacato.
Lo avevano insignito anche del titolo di cavaliere del lavoro per essere rimasto sempre fedele alla stessa azienda nei secoli dei secoli amen……..
Con la chiesa non aveva mai avuto un gran rapporto, solamente da bambino aveva fatto il chierichetto.
Tutti questi pensieri gli frullavano nella testa; ma erano ricordi lontani adesso doveva pensare alla pensione doveva pensare a rilassarsi……
Da quando era andato in pensione i cambiamenti erano stati parecchi: era diventato nonno e aveva avuto in eredità una casa alla periferia di Parigi.
Tutte queste cose lo avevano reso enormemente orgoglioso e adesso viveva meglio …. una vita agiata dopo tanti sacrifici.
Aveva ricominciato a guadare la televisione…… scatola magica dalla quale era stato lontano da molto tempo, che adesso aveva magicamente ripreso vita rispolverata da tutti gli “utensili domestici” che non avevano avuto un degno nella vita di Nino sempre indaffarato con i problemi della fabbrica …… 
Attualmente la T.V. era entrata a far parte della sua vita….. Aveva persino ricominciato a pagare il canone CAI,era passato da un assenteismo quasi totale,schifato come diceva lui da tutti quei “buzzurri in giacca e cravatta” che erano già ricchi abbastanza e che non avevano certo il diritto di spillare anche i suoi soldi …….
“Di tutto e di più” era diventato un credo;non era solamente il motto di una nota azienda televisiva ma anche un suo personale convincimento .
Doveva recuperare il tempo perso,infatti guardava tutto e di tutto ingoiava ore ed ore di televisione senza mai fermarsi senza mai porre fine a questa obesità catodica.
Di tutto quel miscuglio di fotogrammi che assumeva giornalmente prediligeva i tele- quiz non tanto per le domande che erano proposte, quanto per le signorine che ogni sera ballonzolavano sullo schermo, facendogli provare un sussulto di gioia mentre il conduttore sorrideva sornione facendosi quasi complice dell’adulterio differito. 
Adesso stava camminando per i capi elisi,come un normale turista con un sole settembrino che gli picchiava sulla testa pelata . Mentre lui e Pina passeggiavano il aveva fermati un ragazzo con gli occhi grandi e supplichevoli d’aiuto,era un sentimento vero quello che trasmetteva,tremava tremava tutto.
Nino si era fermato a guardarlo mente l’altro implorava soccorso dietro ai suoi occhiali firmati e le sue sicurezze……. Irremovibile quasi glaciale lo ha congedato con:“Io non parlo con un negro…. Vai a lavorare .
Negro???? Ma Nino e il sessantotto l’immaginazione al potere e tutto il resto ?.
Non c’erano più situazioni passate perché adesso era subentrato il fantastico mondo del circo con i suoi cani ululanti e le scimmie urlatrici……. Ops della TV con le sinuose ragazze del tele- quiz che salutavano e ammiccavano, pedine…. di questo intorpidimento e imbarbarimento culturale collettivo.

   
   
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