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L'uomo camosciato
di Mario
Ero su dalle parti di Busana per un lavoro di collaborazione con il Centro Accoglienza del Parco del Gigante. Mi avevano accolto abbastanza malvolentieri, perchè l'accordo era avvenuto in fretta e furia e non c'era stato il tempo di programmare niente. Cosi mi ritrovai ad essere impegnato per una scarsa mezza giornata, mentre il resto del tempo girovagavo per i comuni del crinale quando avevo la macchina, sennò stavo nel mio alloggio a farmi venire la stocumbice..in poche parole mi annoiavo. Per di più, ero salito a più di 900 metri sperando di trovare un sollievo dalla calura della città, ma trovai un caldo africano anche lassù.
Una sera, non potendo starmene sempre nella mia tana a stordirmi con la tv italiota, decisi di andare a fare un giro nei sentieri tra i boschi appena sopra il paese. Era buio, ed era tardi, direi circa le undici di notte; un marcantonio come me non aveva paura di niente, poi in quel paesello non c'era proprio nessuno e niente da temere. Mi incamminai quindi tra questi boschi e ad un certo punto, sentii dei rumori provenire dalla boscaglia; erano certamente i movimenti di qualcuno, qualche animale pensai...Non è che mi avvicinai, erano i rumori che si facevano sempre più vicini a me fino a quando scorsi dietro a dei rovi una schiena nuda di uomo; accidenti, pensai, chi è? un fottuto nudista? un esibizionista montanaro? aveva l'aria di essere qualcuno chinato che cercava qualcosa. Allora mi avvicinai e chiesi se aveva bisogno d'aiuto. Quello che accadde dopo ha dell'inverosimile. Il tizio si levò in piedi e con mia massima sorpresa vidi che si trattava di un essere non classificato da Linneo tra le specie animali; infatti era metà uomo e metà camoscio; una sorta di "satiro" mitologico. Aveva la barba tipo Bud Spencer e teneva in testa un cappellino da baseball. Ad ogni modo, mi fissò un paio di secondi, dilatò le narici del suo grosso naso camuso e spicco un salto con le sue lunghe quattro zampe verso l'interno del bosco. Rimasi alquanto sorpreso della sua reazione, ma soprattutto delle sue fattezze. Che diavolo era? pensai. Ebbi la tentazione di gettarmi all'inseguimento di quella creatura, ma poi pensai che potessero essercene altre lì intorno...una squadra di uomini camosciati dotati di cappellino da baseball magari pronti a spedirmi in prima base. Accidenti, sapevo di aver visto qualcosa di eccezionale, ma chi poteva credermi? Sapevo che se avessi detto qualcosa in giro, avrei fatto la fine di Messner e il suo Jeti: sbeffeggiato da tutti. No, non potevo dire nulla. Ma mi convinsi anche che era la cosa giusta per quella creatura. Perchè, in caso contrario, sarebbe cominciata una caccia spietata.
Non lo saprò mai. Ma mi piace pensare che sia così.
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